La Via Francigena nel Viterbese

Zaino in spalla a scoprire i paesaggi dall'alto Lazio e visitare i borghi in provincia di Viterbo sino ad arrivare alla meta

Camminando nella natura - Italia
Camminando nella natura - Italia

Percorrere a piedi la via Francigena nel tratto laziale: tutte le tappe dalla Toscana passando per la provincia di Viterbo fino a Roma.


Comportamento, stile di vita, modo e maniera di condurre un'esistenza, avvicinamento ad un'idea, religione, fede politica significa tante cose la parola cammino ("Nel mezzo del cammin di nostra vita"), ma l'accezione comune, inequivocabile, è solo una: muovere le gambe per raggiungere una meta, con la consapevolezza che, come tramanda un antico proverbio, anche un viaggio di mille chilometri inizia con un passo.
Tutto ciò è ben conosciuto da chi si mette in viaggio sulla via Francigena, antica rotta dei pellegrini che percorrono i sentieri da Londra a Roma sulle tracce di Sigerico, vescovo di Canterbury, che nel 990 dopo Cristo si recò a piedi nella Città eterna. Da allora il suo cammino è noto come "itinerario di Sigerico" o meglio ancora "Via Francigena".

Il percorso attraversa tre nazioni (Inghilterra, Francia e Italia), numerose regioni e centinaia di borghi che tramandano una tradizione di arte e bellezza. Uno dei tratti più affascinanti, sicuramente il più frequentato visto che siamo di fronte agli ultimi chilometri, è quello che passa attraverso il Lazio: parte da Proceno e arriva al Vaticano. C'è chi lo compie in una settimana, il nostro consiglio è quello di impiegarci un giorno in più. In altre parole si entra nel cuore della Tuscia, camminando più o meno parallelamente alla via Cassia, in mezzo ad una natura mozzafiato e a borghi dal fascino antico.

Prima di partire per la via Francigena

Un consiglio prima di partire: fate lo zaino, riversate il contenuto su un letto e lasciate a casa metà di quello che avevate preparato.
Camminare infatti significa innanzi tutto camminare leggeri e se avrete bisogno di qualcosa si potrà comodamente comprare durante il pellegrinaggio. Nella stagione buona, infatti, qualche t-shirt, due paia di pantaloni e la biancheria intima sono più che sufficienti anche perché, alla fine della tappa, si possono sempre lavare. Con queste accortezza mettiamoci dunque in cammino, da Acquapendente (prima località del Lazio) fino a Roma.

Le tappe della via Francigena nel Lazio

Il tratto laziale si può dividere per comodità in due parti: la prima da Acquapendente a Viterbo e la seconda dal capoluogo della Tuscia fino a Roma. In realtà la prima località che si incontra è Centeno, frazione di Proceno, famosa perché in quello che ora è un ristorante ma che all'epoca segnava il confine tra lo Stato pontificio e il Granducato di Toscana, ci ha soggiornato Galileo Galilei nel suo viaggio verso Roma. Attraversata Centeno (poco più che una strada) e lasciata in collina a vegliare sui pellegrini Proceno, si arriva ad Acquapendente in mezzo a boschi di querce. Appena giunti nella cittadina da non perdere la chiesa del Santo Sepolcro, la cui cripta prende ispirazione da quella a Gerusalemme.

Il giorno dopo via verso Bolsena, passando attraverso San Lorenzo Nuovo da dove, per la prima volta, il pellegrino potrà ammirare lo splendido panorama offerto dal lago di Bolsena (link). Si cammina proprio in mezzo al cratere vulcanico, ma al posto della lava si incontrano ulivi e viti, prati e querce. Da non perdere la visita alla chiesa di Santa Cristina, dove avvenne il miracolo eucaristico che ha dato origine alla festività del Corpus Domini.
Mappa delle tappe della via Francigena nel Viterbese - Viterbo
Mappa delle tappe della via Francigena nel Viterbese - Viterbo

Si dorme a Bolsena e il giorno successivo, dopo una tappa davvero bella che attraversa anche l'antico parco di Turona, eccoci a Montefiascone, patria dell'Est! Est!! Est!!!. Si racconta che un vescovo (o nobile) tedesco, Giovanni Defugger (o Defuk) nel suo viaggio verso Roma si facesse precedere dal fido servo Martino, il quale aveva il compito di segnare con la scritta "(bonus) est!" le località dove il vino era davvero ottimo. Giunto Martino a Montefiascone, non poté fare a meno di mettere tre"est" al vino locale. A Defuk il vino piacque talmente tanto che si fermò a vivere a Montefiascone: oggi è sepolto nella splendida chiesa di San Flaviano, una delle visite imperdibili a Montefiascone, insieme alla Rocca dei Papi e alla chiesa di Santa Cristina, la cui cupola in Italia è superata per grandezza solo da quelle di Roma e Firenze.

Notte a Montefiascone per poi raggiungere Viterbo: durante i primi chilometri si avrà la fortuna di camminare su un antico basolato romano, battendo col piede quelle stesse pietre che stanno lì da oltre 2mila anni. L'accoglienza a Viterbo è delle migliori, visto che si passa proprio accanto al Bagnaccio, una serie di pozze di acqua calda termale che saranno un sicuro ristoro.
Arrivati in città, assolutamente da non perdere la visita del centro storico e del quartiere di San Pellegrino. Se poi capitate in estate, durante uno dei tanti festival, o il 3 settembre – giorno della patrona Santa Rosa nel quale viene portata a spalla da cento facchini una macchina alta trenta metri – sarete perdutamente innamorati della città. Che però, da pellegrini, bisogna lasciare alla volta della tappa successiva, che ci si presenta con due opzioni: o si passa per il tracciato parallelo alla Cassia, oppure c'è la variante cimina, che passa attorno al lago di Vico. Non c'è che l'imbarazzo della scelta: a Vetralla da non perdere il Duomo da dove Papa Eugenio IV bandì la III Crociata, mentre se si percorre la selva cimina è d'obbligo una sosta ai ruderi dell'Osteria della Rosa, in mezzo al bosco, dove si fermò Leonardo Da Vinci nel suo viaggio verso Roma.

Le due vie si congiungono a Capranica e di li si raggiunge Sutri attraverso un tratto mozzafiato: per la sua bellezza e la natura selvaggia c'è chi lo ha addirittura paragonato alla foresta amazzonica. A Sutri da non perdere l'antico anfiteatro romano e il mitreo, che è di epoca precedente. La provincia di Viterbo saluta così il pellegrino, prima che questi, attraverso Monterosi (che è ancora Tuscia comunque), Campagnano, Formello e il Parco di Veio raggiunga il centro della cristianità.

Via Francigena: dove dormire

Per trovare alloggio in bed and breakfast a buon prezzo o in qualche buon agriturismo lungo il percorso nella provincia di Viterbo puoi consultare:

elenco degli agriturismo
elenco dei bed and breakfast

per dormire una volta arrivati a destinazione:
I bb del comune di Roma

La Via Francigena nel Viterbese: contribuisci

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